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| LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE BUDDISTA PER I LAICI, NEL MONDO CONTEMPORANEO Qualche decennio fa uno studente di Mr.Coleman scrisse il seguente articolo circa l'approccio di U Ba Khin all'insegnamento della meditazione ai laici. In realtà questa modalità, come gli stessi sutra rivelano, non era per niente vera quando il Buddha era vivo ed insegnava. Una grande quantità di laici ricevette gli insegnamenti ed anche li mise in pratica, ed i laici raggiunsero alti livelli di sviluppo spirituale. Questo ha in un certo senso rivitalizzato l'intero modo di vedere la meditazione, rendendola in un qualche modo più pratica ma evidenziandone contemporaneamente due aspetti importanti: primo, come può una persona, cha non ha tutta la vita da dedicare al silenzio ed alla contemplazione, accostarsi alla meditazione? E secondo, che ruolo può giocare la pratica meditativa nella quotidiana vita nel mondo? Era molto conosciuto - e positivamente - nel suo Paese come un importante funzionario statale: fu per molti anni il Ragioniere Generale dello Stato per l'Unione Birmana ed il Presidente di un certo numero di importanti commissioni governative. Ci fu un periodo nel quale era responsabile contemporaneamente di quattro importanti commissioni, aveva sei figli a cui badare e trovava il tempo per insegnare meditazione all'International Meditation Center a Rangoon, istituito sotto la sua guida nei primi anni '50. Il suo metodo è stato fondamentale nella trasmissione del Dhamma nel mondo occidentale, perché durante i suoi 25 anni al Centro insegnò a decine di visitatori stranieri, i quali non avevano alcun bisogno di una conoscenza intrinseca del Buddismo per comprendere velocemente ed afferrare questa pratica meditativa. Dal tempo del decesso di U Ba Khin, nel 1971, molti dei suoi discepoli, da lui autorizzati all'insegnamento, hanno continuato la sua attività, sia in Birmania che all'estero. Ed è in un qualche modo differente per la persona la cui vita è interamente dedicata al praticare la meditazione o per la persona che si guadagna da vivere e mantiene altre persone, vivendo nel mondo? In senso lato non c'è differenza.Il fine è la cessazione della sofferenza. L'esperienza della "Pace Nibbanica Dentro di Noi" - come U Ba Khin la definiva - è lo scopo della pratica meditativa. Ma è anche la cessazione, momento per momento, della sofferenza: armonia tra gli esseri, cessazione delle tensioni interne, manifestazione della gentilezza amorevole, capacità di eseguire i nostri compiti quotidiani liberi dalla rabbia, avidità, ansietà. E' un fine identico per il laico e per il monaco. Il modo di procedere, comunque, è diverso, almeno all'inizio. Inoltre dovevano operare in un ambiente totalmente incontrollato e normalmente ostile ad un corretto comportamento morale ed a una buona concentrazione, requisiti per la visione interiore. Pertanto egli insegnò loro un metodo che poteva contrastare tali pressioni. In un breve periodo di dieci giorni, la maggior parte dei suoi studenti avrebbe potuto almeno avere una fugace esperienza della realtà interiore ed avrebbe potuto continuare ad espandere la propria consapevolezza, dopo aver lasciato il Centro, tramite due ore quotidiane di meditazione formale. A questo riguardo U Ba Khin scrisse: Samadhi (concentrazione) è un modo di allenare la mente a diventare tranquilla, pura e forte e pertanto forma l'essenza della vita religiosa...E' in realtà il maggiore comun denominatore di tutte le religioni. Fino a che uno non riesce a rendere libera la mente dalle impurità ed a svilupparla fino ad uno stato di purezza, potrà identificarsi con Brama o con Dio con molta fatica. Sebbene metodi diversi sono utilizzati da persone di religioni differenti, l'obbiettivo dello sviluppo della mente è sempre lo stesso, e cioè il raggiungimento di uno stato di perfetta calma fisica e mentale. Lo studente al Centro viene aiutato a sviluppare la sua capacità di concentrazione su un punto preciso, incoraggiandolo a focalizzare la sua attenzione su di un punto sul labbro superiore alla base del naso, sincronizzando i flussi entranti ed uscenti del respiro con la silenziosa consapevolezza dell'inalazione e dell'esalazione... Un grande vantaggio della tecnica di meditazione Anapana (cioè quella della consapevolezza del respiro) insegnata nel Centro è che la respirazione è non solo un fatto naturale ma è anche disponibile in ogni momento per poter ancorarci l'attenzione del meditante, escludendo ogni altro pensiero. Tramite uno sforzo determinato di restringere la oscillazione dei pensieri in primo luogo nell'area intorno al naso per mezzo della respirazione consapevole e poi rendendo gradualmente la variazione della respirazione sempre più ridotta in un punto sul labbro superiore percependo soltanto il calore del soffio, non c'è motivo perchè un buon studente di meditazione non possa essere in grado di garantirsi la focalizzazione della mente su un punto preciso in pochi giorni di allenamento. da: The Real Values of True Buddhist Meditation; p.2,3,4. |
| Egli riteneva che il motivo per la necessità di una buona concentrazione fosse che - con così poco tempo a disposizione - la mente dovesse avere un certo grado di capacità di penetrazione, per poter realmente sperimentare la realtà interiore ad un livello più alto di quello concettuale. si allontanò dalla visione tradizionale monastica secondo la quale la concentrazione si deve sviluppare a livelli molto alti, necessitando pertanto di lunghi periodi di tempo e grande isolamento. D'altra
parte neppure era d'accordo con l'approccio alla meditazione che iniziasse
solo con una ridotta pratica specifica di concentrazione. Era interessato
ad ottenere un livello sufficiente di concentrazione, per poter passare
alla vera Visione Interiore. Nella pratica di consapevolezza (osservazione di semplicemente ciò che è) il focalizzare l'attenzione su queste vere caratteristiche della realtà distrugge le false opinioni ed indebolisce l'attaccamento. U Ba Khin insegnò che l'accesso più diretto alla comprensione del processo dello svolgersi dell'esistenza avviene attraverso la comprensione dell'impermanenza, Anicca. Si
rese conto che Anicca è, tra le tre caratteristiche, la più
evidente e prontamente comprensibile e che la comprensione di Anicca guida
naturalmente alla comprensione delle restanti caratteristiche. Pertanto
l'osservazione del cambiamento, ovvero la variazione di tutti i fenomeni
quanto più ci si muove a livelli più sottili, fu il vero
soggetto della sua tecnica Vipassana. U
Ba Khin scoprì che questo svelarsi risulta più drammatico
e rapido nell'osservazione delle sensazioni fisiche all'interno del corpo.
I suoi studenti furono istruiti a porre la loro concentrata attenzione
su ciò e divennero sensibili al processo di cambiamento che poteva
essere osservato attraverso le tangibili reazioni di calore, freddo, formicolio,
dolore, torpore, pressione o di qualunque altra cosa fosse lì.
Egli insegnava: semplicemente osservate la natura mutevole dei fenomeni. Questa esperienza non è un privilegio riservato a chi ha rinunciato al mondo (il monaco): è anche per il laico. Nonostante le difficoltà che rendono sempre in tensione il laico in questi giorni, un insegnante o guida competente può aiutare uno studente in un tempo ragionevolmente breve. Ora il mondo sta confrontandosi con problemi seri che minacciano tutta l'umanità: è quindi arrivato il momento giusto per ciascuno di dedicarsi alla Meditazione Vipassana e di imparare come trovare un profondo lago di pace nel mezzo di tutto ciò che sta avvenendo oggi. La
pratica di Vipassana è, per il laico, la pietra preziosa della
vita della quale far tesoro per creare una riserva di energia calma ed
equilibrata per il suo benessere e per la prosperità della società." |
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Ultimo agg.to 2005-04-27 |
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