E' detto sangha l'ordine monastico fondato dal Buddha e tradizionalmente considerato uno dei tre gioielli del buddhismo, insieme al Buddha e al Dhamma.
Dopo la morte del Buddha, il sangha ebbe un carattere essenzialmente "democratico", l'obbedienza era richiesta solo per il periodo del noviziato e l'anzianità era l'unico criterio di distinzione tra i monaci, anche se, naturalmente, esistevano ruoli particolari: alcuni conservavano a memoria il Vinayapitaka, altri parti del Suttapitaka, altri ancora erano esperti in questioni dottrinarie.
In risposta alle nuove esigenze delle comunità, però, si dovette dar vita a nuove figure che si aggiunsero a quelle già previste nella comunità più antica: l'abate, l'intendente, il direttore dei lavori, il professore, il censore ecc.
Col tempo si delineò così un ordinamento gerarchico, complesso ed articolato, soprattutto nei monasteri maggiori.
In tempi recenti si tende a distinguere due livelli, uno convenzionale e uno ideale, in relazione al termine sangha.
Nel primo caso con esso si fa riferimento esclusivamente alla comunità monastica, composta da bhikkhu (monaci) e bhikkhuni (monache), nel secondo caso si farebbe riferimento a tutti i seguaci del Buddha, compresi i laici.
©2001 Arnoldo Monadadori Editore Spa - 'La Rivelazione del Buddha / I Testi Antichi - I°ediz. I Meridiani Maggio 2001